CULTURA IPPICA….”FRANKEL”
Da www.nelrossodelluovo.com 24 Agosto 2012

Frankel (GB) (m. b. 2008 Galileo – Kind (Danehill)
Qualche lettore mi ha invitato a scrivere qualche riga su Frankel (Galileo) e la sua straordinaria performance dell’altro giorno a York (22 Agosto 2012), quando per la prima volta ha affrontato il Miglio e un quarto allungato del Knavesmire, con quella dirittura infinita.
Vorrei evitare i soliti aggettivi e le solite banalità che, inevitabilmente, si è portati a dire e a scrivere in occasioni come queste.
Desidero riportare, in prima battuta, quanto ho scritto lo scorso anno in occasione delle Qipco 2.000 Guineas, per poi esprimere una considerazione tecnica.

” Londra, 29 Aprile 2011.
Da quando il 25 Settembre del 2010 ho visto per la prima volta dal vivo Frankel (Galileo), che correva una Condizionata a m. 1.400, a Doncaster, alla seconda uscita in carriera (misi i documenti a 1 contro 2) ma mi beccai una forte deduzione – 30 Pence per ciascuna Sterlina – per un cavallo, Fahrr (Pivotal) di Godolphin, che era a 9/4 e che non entrò nelle gabbie), mi arrovello, come tutti, per cercare di capire se siamo davanti al nuovo Nijinsky (Northern Dancer), che nel 1970 vinse la Triplice Corona Inglese (4/7 nelle 2000 Ghinee), o soltanto a un buon cavallo e nulla più.
La sua quota in ante – post di 4/9 per le 2000 Ghinee da Victor Chandler, che ricordiamo ha accettato £ 550.000 a 10/11 prima del rientro di Frankel nelle Greenham Stakes, lascia pensare che siamo veramente di fronte ad un extra terrestre, anzi ad un extra equino.
Quel giorno, a Donny, Frankel sembrava un barilotto, ma poi il suo fisico si è sempre più affinato fino ad assumere le sembianze di un vero purosangue da corsa, forse di un vero Campione.
Certo porta tanti ammennicoli in testa, per non farlo tirare come un matto, da far rizzare i capelli ai puristi più ultras.
Ho letto tanto su Frankel, credo tutto il possibile, ma mi sono documentato anche su Roderic O’Connor (Galileo), dopo che il Signor Michael Tabor, durante un lungo colloquio alle Aste di Novembre di Keneland, si lasciò andare ad una confidenza: “Our horse (Roderic O’Connor) next year will go very close to Frankel (era appena stato battuto di due lunghezze e un quarto nelle Dubai Dewhurst Stakes, Gr-1, m. 1.400, a Newmarket)”.

Faccio un riassunto letterario sui due cavalli e soprattutto della Bibbia che ognuno dovrebbe avere sempre sotto mano, Racehorses of 2010 (nel nostro caso), pubblicato da Timeform (è uscito il 28 Marzo e con £ 85 arriva direttamente a casa vostra).
Se Frankel (133p) dovesse essere un Galileo atipico potrebbe aver preso dalla madre Kind (Danehill), che sulla carta avrebbe dovuto tenere le medie distanze, ma che si rivelò una Sprinter, ma speriamo che sia tipico.

Alla fine degli anni 90 Sua Altezza il Principe Saudita Khaled bin Abdullah bin Abdul Rahman Al Saud e il Gruppo Coolmore stabilirono un accordo in base al quale alcune fattrici di proprietà di Sua Altezza potevano essere inviate in Irlanda per essere coperte sia da Sadler’s Wells sia da alcuni tra i suoi figli più importanti; i prodotti avrebbero potuto rimanere in partnership tra Juddmonte e Coolmore & Co. (tra gli altri Brian Boru e Powerscourt).

Apparentemente i due soci potevano anche avere prima scelta a turno tra quei prodotti e l’anno della nascita di Frankel toccò al Principe l’ipotetico cavallo super – top.

La madre di Kind, Rainbow Lake (Rainbow Quest), vinse le Lancashire Oaks, per l’allenamento di Henry Cecil, e il suo miglior prodotto è stato Powerscourt (Sadler’s Wells), ma anche l’ultima nata Arizona Jewel (Dansili) potrebbe essere ottima (ha vinto facile il 24 Aprile una Maiden a Sandown a 4/1).
La terza madre di Frankel, Rockfest (Stage Door Johnny, un discendente di Princequillo attraverso Prince John) è entrata a far parte del patrimonio fattrici di Juddmonte, quando il Principe acquisì tutto il materiale dell’allevamento di John ‘Jock’ Hay Whitney, che fu Ambasciatore degli Stati Uniti a Londra, editore del New York Herald Tribune, nonché una prima lama del Turf.

Frankel è il secondo prodotto di Kind, mentre il primo è stato Bullet Train (Sadler’s Wells), che ha vinto il Trial per il Derby di Lingfield nel 2010, ma poi non ha più combinato nulla (salvo essere il fedele compagno e battistrada per Frankel, nota 24 Agosto 2012).

Anche Roderic O’Connor (119p), come Frankel, è figlio di Galileo e di una figlia di Danehill, che si chiama Secret Garden, che con i colori di Robert Sangster e l’allenamento di John Gosden, vinse una Listed a Ascot, a 3 anni, sui m. 1.400.
Secret Garden è una figlia di Chalamont (Kris), che ha vinto a m. 1.200, e la madre è Durtal (Lyphard), che ha vinto le Cheveley Park Stakes, Gr-1, e ha prodotto Gildoran (Rheingold), che ha vinto la Gold Cup, Gr-1, a Ascot, oltre a essere mezza sorella di Detroit (Riverman), che vinse l’Arc de Triomphe, e il cui figlio Carnegie (Sadler’s Wells) vinse pure lui l’Arc.
Roderic O’Connor porta il nome di un Re del 12° Secolo di Connaught, uno dei più antichi Regni o Province dell’Irlanda (oggi sono le Contee Mayo, Sligo, Leitrim, Galway e Roscommon).

Ora che sappiamo tutto dei due probabili protagonisti delle 2000 Ghinee cerchiamo di capire chi sono i loro ipotetici avversari.
Tenete presente che Victor Chandler tenterà in ogni modo di fare il libro, di equilibrare quella grossa scommessa su Frankel, e per fare ciò dovrà essere, almeno inizialmente, un po’ più brillante degli altri bookmakers sui due o tre ipotetici avversari.
Sarà molto interessante seguire i movimenti del mercato con tutte le varie operazioni di hedging”.

Tutti sappiamo come è andata a finire.

L’altro giorno Frankel ha vinto la 13° corsa della sua carriera e l’ottava corsa di Gruppo 1 a fila, battendo il record di Rock Of Gibraltar (Danehill).

Come mai Frankel vince sempre in questo modo devastante?
La risposta è molto semplice e la si trova esaminando i suoi parziali e prendo ad esempio soltanto le Qipco Sussex Stakes del 2012 e le Juddmonte International dell’altro giorno.
Interessano soltanto le ultime quattro frazioni delle due corse, una a m. 1.600 e l’altra a m. 2.100.
Qipco Sussex Stakes: 11.15, 10.78, 10.72 e 11.88, Juddmonte International: 11.34, 11.05, 11.45 e 12.10.
Voi capirete che nessun cavallo sulla faccia di questa terra può reggere il passo di Frankel quando “pianta” quelle tre frazioni, per poi rallentare, perché il fantino lo rallenta nell’ultimo furlong.
E quelle tre frazioni le “pianta” in mano, effortless, senza il minimo sforzo, a dimostrazione del suo perfetto bilanciamento e della estrema, direi super – estrema, fluidità della sua azione, tra l’altro di una lunghezza paurosa.

Quando Oh So Sharp (Kris) si presentò alle gabbie delle Oaks di Epsom nel 1985 (non ricordo il nome dello sponsor di allora e chiedo venia per non citarlo, perché è obbligatorio farlo sempre), io ero dubbioso sulla sua tenuta della distanza.
Il Dr. Giulio Bassignana, grande uomo di cavalli, da tutti dimenticato molto in fretta, mi portò al tondino e mi disse: “Carlino, guarda come cammina”.
Rimasi impressionato dalla facilità dell’andatura della cavalla e dal suo perfetto bilanciamento.
Quando un cavallo ha questa caratteristica può correre anche a 4.000 metri perché non fa fatica”.
Non ho mai dimenticato la lezione del Maestro Giulio.

Certo, Frankel di problemi ne aveva migliaia e credo solo Sir Henry Richard Amherst Cecil li poteva risolvere.

Qualsiasi altro allenatore, dopo quelle Ghinee, sarebbe andato al Derby, ma Sir Henry ha detto no, perché il programma del cavallo lo aveva tracciato prima del debutto a 2 anni, quando a Newmarket, batté un canarino come Nathaniel (Galileo), che poi sappiamo cos’ ha fatto in carriera (tra gli altri allori anche le King George).

Aidan O’Brien, che se ne intende, prima delle Juddmonte International, l’altro giorno, ha detto che Frankel è un cavallo speciale, allenato da un uomo speciale e da un allenatore speciale e Richard Hughes ha aggiunto che è uno specimen della brillantezza, della velocità e della tenuta.
Sì, di Sir Henry Richard Amherst Cecil, ne esiste uno solo e non ne esisterà mai più nessun altro.
Sir Henry ha dovuto lottare e vincere nella sua vita battaglie che avrebbero ammazzato un leone e fino ad ora le ha vinte tutte.
Forse vincerà anche quella contro il cancro che si muove e che lo devasta.
Il Maestro, anzi Sir Maestro, Mercoledì alla TV, con la voce flebile e roca, ha detto: “Oggi ho guadagnato vent’anni”.

Sotto quel cappellaccio blue, che non ha mai portato in vita, attaccato a quel bastone, sorrideva e saltellava tenendo sotto braccio Sua Altezza il Principe Saudita Khaled bin Abdullah bin Abdul Rahman Al Saud, che ha detto che soltanto Henry deciderà il programma di Frankel.
State tranquilli che Frankel non correrà l’Arc, una corsa che non aggiungerebbe nulla al cavallo, mettendone soltanto a rischio la sua salute, su quella pista orribile.
È una corsa rough, con magari 28 partenti e i Francesi, se possono, prendono a botte chiunque, anche il loro padre, figuratevi se non prenderebbero a botte Frankel, il più grande purosangue che sia mai stato prodotto nella storia dell’ippica moderna e che di Francese non ha nulla.

Frankel è il frutto della selezione vera, quella senza i contributi di Stato.

Non sono classista: l’ippica è solo selezione spietata e la selezione spietata la possono fare in pochi, i conoscitori veri con un bel portafogli a sostegno degli esperimenti.
Chi meglio del Principe Saudita rappresenta questa categoria?
Forse Sua Altezza l’Aga Khan e, una volta, il Signor Stavros Niarchos, entrambi mai sussidiati dallo Stato, e il Gruppo Coolmore, of course.
Non vedo altri all’orizzonte.
Stay with us.
Carlo Zuccoli

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